Tastierista dei Nomadi insulta Salvini: “Spara solo caz…”

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Di Pina Francone – A Novellara, piccolo comune in provincia di Reggio Emilia, è sindaca Elena Carletti. Quel cognome suona familiare. E suona in tutti i sensi. Già, perché la prima cittadina della realtà emiliana è figlia di Beppe Carletti dei Nomadi. Il tastierista della storica band italiana, in vista delle decisive elezioni regionali proprio in Emilia Romagna – appuntamento fissato a domenica 26 gennaio – è stato intervistato da Il Fatto Quotidiano. E nel corso della chiacchierata con il quotidiano non si è fatto mancare più di un affondo contro Matteo Salvini e il popolo leghista.

Per esempio? Ecco un primo affondo: “Non va al fondo delle cose, non spiega, non ragiona. Io chiedo ai miei amici della Lega: ditemi perché bisogna votarla. Ditemi cosa non va, e ditemi cosa fareste voi. Qui casca l’asino: quando devono proporre restano con la bocca cucita…”.

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L’artista 73enne, peraltro, ricorda un aneddoto, ovvero il fatto che il capo politico del Carroccio, per la sua trasmissione a Radio Padania, scelse proprio una canzone dei Nomadi come sigla. Quale? Ovviamente, “Il vento del Nord”. Una scelta mai gradita del tutto da Carletti e i suoi: “La sigla della sua trasmissione a Radio Padania era una nostra canzone, ma non ci azzeccava nulla con la secessione, l’indipendenza, le cose leghiste. Parlavamo di fiori. Ma a lui bastava il titolo, la sola suggestione. È il suo animo, è così…”.

Dunque, da bravo papà, dolci parole alla figlia-sindaco, rieletta in primavera con il centrosinistra: “È una brava donna, coraggiosa e tenace: lavora da mattina a sera e non tocca nulla. Una brava amministratrice”. Poi, il “nomade” veste i panni del sociologo-politologo e spiega quella che sarebbe l’anima dell’Emilia Romagna: “Di base qua siamo tutti riformisti. Di sinistra, ma riformisti”. E aggiunge: “Dietro la falce e martello si è sviluppata la più ricca energia creativa del riformismo. Tutto il liberal possibile, altro che socialismo”.

In ultimo, ma non per importanza, ecco l’altra stilettata all’ex titolare del Viminale. Beppe Carletti va così all’attacco frontale: “Io ti dico che Matteo Salvini spara cazzate. Gli voglio bene, ma dice cazzate. L’ultima, per esempio, è quella sulla Nutella. Nemmeno sapeva che le nocciole italiane non bastano alle necessità. Mentre la penultima sugli ospedali che nei fine settimana sarebbero chiusi, che la nostra gente va a farsi curare in Veneto. Ma cosa dice?”.

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