Adesso i libici accusano le Ong: “Usano i soldi dei trafficanti”

Di Angelo Scarano – Adesso parla la Guardia Costiera libica. Dopo il caso Sea Watch e soprattutto dopo il braccio di ferro con Alex e Alan Kurdi, i libici prendono una posizione chiara sui salvataggi delle ong davanti alle coste di Tripoli. A parlare di quello che accade in mare e di presunti rapporti tra le stesse ong e gli scafisti: “Con un pieno ritorno delle attività delle ong nel Mediterraneo ci sarà un esodo di migranti verso l’Italia“, ha affermato all’Adnkronos Ayoub Qassem, ammiraglio e portavoce della Guardia Costiera libica. Il militare manda un messaggio chiaro alle ong ma anche al governo italiano.

Il rischio, a suo dire, è che gli arrivi con le ong diventino una sorta di prassi che può risvegliare un’odata di partenze dalla Libia: “Il governo italiano – continua – non deve permettere alle persone salvate da queste navi di poter sbarcare perchè altrimenti si diffonderà di nuovo la cultura dell’emigrazione verso l’Europa, con evidenti ripercussioni sia sulla Libia che sull’Italia“. A questo punto Qassem parla proprio delle mosse delle ong. L’accusa è abbastanza chiara: interferiscono con le operazioni di soccorso. Spesso le ong intervengono senza aspettare l’arrivo delle motovedette e dunque caricano i migranti a bordo senza averne l’autorizzazione.

“Non possiamo continuare a fare gare di velocità con le imbarcazioni delle ong. Quando il centro di coordinamento di soccorso riceve la conferma del nostro intervento, non deve permettere ad altri di entrare in azione. Noi non vogliamo scontrarci con le ong“, ha aggiunto. Infine arriva l’accusa più pesante per le ong. L’ammiraglio parla di presunti rapporti tra gli equipaggi delle navi e i trafficanti di esseri umani: “Abbiamo il sospetto che ottengano ricompense dirette, oltre a quelle indirette, per ogni persona che fanno arrivare in Europa. Ogni intervento che fanno loro è per favorire l’immigrazione in Libia dall’Africa subshariana e per avere maggiore peso politico in Europa. A questo si aggiunge l’aspetto materiale: non solo aumentano le raccolta dei fondi a proprio favore ma non escludiamo che abbiano finanziamenti direttamente legati ai trafficanti di essere umani“. Parole pesantissime che di certo faranno discutere. Mediterranea ha infatti deciso di portare in tribunale Salvini che ha definito “trafficanti” gli operatori delle ong. Ora i “buonisti” quereleranno anche l’ammiraglio Qassem?

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