Diktat dei vescovi per difendere il business: “Durante la messa parlate di accoglienza dei migranti”

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Di Giuseppe Aloisi – Il rigore sull’accoglienza dei migranti è un atteggiamento maggioritario nel Belpaese. Le elezioni europee hanno certificato questo dato per la seconda volta in due anni, ma c’è chi non si rassegna alla vittoria della “mentalità chiusa”. La mossa dei vescovi laziali può essere interpretata così, tenendo in considerazione questa premessa.

Poco fa, sul blog del noto vaticanista Aldo Maria Valli, è stata data la notizia di un documento disposto in funzione della festività di Pentecoste. I presuli incaricati nel Lazio non hanno alcuna intenzione di rivedere le loro posizioni sulla gestione dei fenomeni migratori. Anzi, gli ecclesiastici sembrano confidare soprattutto nei cattolici per sbarrare la strada a certe istanze: “Desideriamo – si legge nel testo – che tutte le nostre comunità – con spirito di discernimento – possano promuovere una cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, respingendo accento e toni che negano i diritti fondamentali dell’uomo, riconosciuti dagli accordi internazionali e – soprattutto – originati dalla Parola evangelica”. Si tratta, insomma, del consueto monito lanciato dagli altari, ma è pure un appello rivolto a chi fa parte delle comunità ecclesiastiche. Perché un numero non residuale di fedeli, e questo forse è il vero tema, sembra deciso a sostenere politicamente quello che il vertice dei vescovi dell’Unione europea ha definito “gioco infame”, il populismo.

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Le rilevazioni post-elettorali hanno dimostrato come tanto coloro che sono soliti frequentare le celebrazioni con assiduità quanto coloro che invece si recano a messa con minore costanza abbiano votato per Matteo Salvini e per la Lega in maniera consistente. Fose non era previsto. Forse, dalle parti della Chiesa cattolica, ci si aspettava che certi messaggi aperturisti passassero, producendo effetti elettorali diversi. Se questo ragionamento fosse condiviso dai vescovi laziali, questo documento suonerebbe allora come un tentativo di correre ai ripari. Fatto sta che la fonte citata racconta di come questo testo sia destinato a essere letto all’interno delle chiese. Domenica prossima sapremo.

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