I clandestini non entrano più in Italia. Mai così pochi da nove anni I dati diffusi da Frontex premiano la linea dei “porti chiusi”

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Mettetela così: i dati sono dati e non si possono mica smentire. Si potrà anche dissentire dalla linea imposta dal ministro Salvini: preferire i porti (e i confini) aperti è più che legittimo.

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Ma i numeri diffusi oggi dall’agenzia Frontex dimostrano che alzare il muro contro gli sbarchi indiscriminati, aiutare la Libia a bloccare le partenze e impedire alle Ong di fare il buono e il cattivo tempo nel Mar Mediterraneo ha portato a un risultato concreto. Quello di aver ridotto l’ingresso di immigrati irregolari in Italia riportandolo ai minimi da nove anni. Nove.

Frontex a marzo ha infatti registrato solo 60 ingressi di migranti clandestini lungo la rotta del mediterraneo centrale, il 70% in meno rispetto a gennaio. Per la precisione, in Italia, il totale di ingressi illegali “nei primi due mesi dell’anno ha raggiunto i 260, cioè il 95% in meno rispetto al periodo corrispondente del 2018, proseguendo il trend in calo che era iniziato nell’estate del 2017“. Già a gennaio l’agenzia aveva rivelato il calo dell’80% nel Belpaese, affiancato dall’incremento di arrivi in Spagna. Lo stesso era successo a febbraio, quando venne registrato un calo di un terzo degli sbarchi. La chiusura delle frontiere nostrane ha “spinto” gli immigrati verso la rotta occidentale (Spagna) e orientale (Grecia). Ad arrivare ancora in Italia sono principalmente bengalesi e tunisini.

Non è che di migranti non ne partano più, ma l’Italia non è più il campo profughi d’Europa. Il numero di ingressi illegali nell’Ue a febbraio è stato di 3.560, con un totale nei primi due mesi dell’anno di 11.800, in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente. A Febbraio, però, le quattro rotte che dall’Africa portano in Europa hanno registrato un – 58% in meno rispetto a gennaio. Il motivo – sottolinea Frontex – sono anche le pessime condizioni del mare. leggi la notizia su Ilgiornale


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