Teppisti di sinistra imbrattano il monumento ai caduti: “Fanculo la patria”. Meloni: “Imbecilli figli di papà”

Da Il Giornale – Rabbia, sdegno e sconcerto. È quanto provano i cittadini di Messina dopo che il monumento ai caduti della Batteria Masotto, posizonato sulla passeggiata a mare, è stato imbrattato con una vergognosa scritta.

Come scrive la Gazzetta del Sud, a lasciare la scritta oltraggiosa sul gruppo scultoreo risalente alla fine dell’Ottocento sarebbero stati gli anarchici, che avrebbero agito apposta in queste ore in vista dell’imminente commemorazione della Battaglia di Adua, in programma come sempre il primo di marzo. “Offendere la memoria degli eroi che hanno perso la vita per consentirvi di nascere e bestemmiare denota che siete degli ingrati e senza un briciolo di umanità”, ha commentato il sindaco messinese Cateno De Luca, che ha assicurato un immediato intervento della società comunale Messina Servizi per cancellare il graffito.

Nel momento in cui si stava diffondendo tra i messinesi la notizia dell’oltraggio ai caduti di Adua, tra cui il capitano Masotto e il tenente Ainis, entrambi peloritani, si stava svolgendo il consiglio comunale. I lavori sono stati interrotti e l’aula, su richiesta del consigliere Pietro La Tona, ha stigmatizzato l’episodio. Ancora più dura Giorgia Meloni. La presidente di Fratelli d’Italia ha pubblicato su Twitter un post dove si legge: “VERGOGNA! Imbrattato a Messina il monumento ai caduti. Si ritiene che i responsabili siano degli anarchici. Qualcuno dovrebbe insegnare la storia a questi imbecilli figli di papà!”.

Il monumento, realizzato dallo scultore Salvatore Buemi e fuso presso le Regie Fonderie di Torino, il Monumento fu inaugurato il 20 Settembre 1899 alla presenza di sua altezza reale il Duca D’Aosta. La Gazzetta del Sud riporta anche la testimonianza del presidente dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra sezione di Messina: “Evidentemente all’autore del gesto mancano le basi che sono il principio del sacrificio degli italiani che hanno dato la vita per il bene della Patria. Lo scempio commesso lede l’onore e la dignità di chi con grande spirito di abnegazione è stato gravemente ferito e caduto in guerra senza minimamente pensare che tra loro ci sono anche i soldati che, con il loro sacrificio, hanno permesso all’autore di questo ignobile gesto di poter essere libero”, il commento del presidente provinciale Claudio Dispenzieri.

Leggi la notizia su Il Giornale

Potrebbero interessarti anche...