Prima dirottano la nave minacciando il comandante, poi denunciano Salvini e Toninelli e il tribunale cosa decide di fare? Ecco a voi l’ultima follia

I due migranti erano sbarcati dalla Vos Thalassa dopo la rivolta. Accettato il ricorso sulle frasi di Salvini e Toninelli

Il rischio è quello di una condanna da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

La Cedu infatti “processerà” l’Italia dopo il ricorso (dichiarato ammissibile) da parte di due migranti (un sudanese e di un ghanese) che accusano il Belpaese, e in particolare i ministri Salvini e Toninelli, di aver violato il diritto ad un equo processo (articolo 6 della Convenzione).

I fatti risalgono al luglio del 2018, quando la nave Vox Thalassa caricò a bordo 65 migranti. Dopo il soccorso, il rimorchiatore italiano sarebbe dovuto andare in Libia per scaricare i profughi. O almeno era questo l’ordine ricevuto. Peccato che, secondo quanto emerso in quei giorni, i migranti avrebbero minacciato il comandante della nave costringendolo di fatto a chiedere l’intervento della Guardia costiera italiana.

L’arrivo della nave Diciotti aveva così portato al trasbordo dei migranti, traghettati dalla Marina italiana fino a Trapani. Dopo uno stallo di 5 giorni, tra polemiche politiche e pugno duro di Salvini, alla fine il via libero allo sbarco arrivò a seguito dell’intervento diretto di Sergio Mattarella che telefonò a Conte per chiedere l’approdo immediato degli immigrati.

Il ghanese e il sudanese in questione, come riporta il Corrieresono ancora indagati (il processo deve ancora iniziare) per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Quando i due vennero sottoposti al fermo, Salvini e Toninelli scrissero i due tweet per cui ora l’Italia è finita nel mirino della Cedu. “Orgoglioso della Guardia costiera italiana – scrisse il grillino – che con la nave Diciotti ha preso a bordo 60 migranti che stavano mettendo in perciolo di vita l’equipaggio dell’incrociatore italiano Vos Thalassa. Ora indagini per punire i facinorosi”. Mentre il leghista twittò: “Prima di concedere qualsiasi autorizzazione, attendo di sapere nomi, cognomi e nazionalità dei violenti dirottatori, che dovranno scendere dalla nave Diciotti in manette”.

Queste dichiarazioni “colpevoliste”, spiega il Corriere, potrebbero aver violato il diritto all’equo processo che si ritiene violato quando autorità pubbliche esprimano un giudizio “anticipato” di colpevolezza senza che si sia concluso un processo.

Strasburgo, dunque, ora ha considerato ammissibile il ricorso dei due migranti approdati in Italia a luglio. E dovrà decidere se condannarla per la violazione dell’articolo 6 della Convenzione.

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