Agrigento, il PM anti-Salvini fa assumere gratis sei migranti dalla Procura: poi troveranno una scusa per assumerli?

La Procura di Agrigento apre le porte ai migranti. Una Procura già sotto i riflettori visto che a guidarla è Luigi Patronaggio, il magistrato che, per primo, alla fine di agosto, ha indagato formalmente il ministro dell’interno, Matteo Salvini, per l’inchiesta sui migranti bloccati per giorni a bordo della nave Diciotti.

Sarà proprio Patronaggio a firmare, il 19 febbraio, il protocollo che consentirà a sei giovani richiedenti asilo di cominciare a frequentare gli uffici del Palazzo di giustizia per svolgervi “attività di collaborazione volontaria”. Firmeranno anche Valerio Landri, direttore della Caritas diocesana di Agrigento, e Lorenzo Airò, presidente dell’associazione “La mano di Francesco”, che gestisce il centro nel quale sono ospitati i migranti coinvolti nell’iniziativa. Si chiamano Saeny, Musa, Demba, Salifu, Balamin e Mustafà, quasi tutti diciannovenni sbarcati in Italia quando non ne avevano ancora diciotto, in gran parte gambiani, ieri hanno conosciuto i funzionari del Palazzo di giustizia con i quali collaboreranno. Un incontro informale nel corso del quale sono state illustrate le attività che dovranno svolgere. “Si occuperanno dell’archivio, dello spostamento dei faldoni, collaboreranno in particolare con le cancellerie”, spiega ad HuffPost, Landri. Per il direttore della Caritas girgentina si tratta di “un esperimento interculturale interessante e il merito è soprattutto dalla Procura, di Patronaggio e dei suoi sostituti”.

Da lì è partito tutto. “Ci hanno contattato – puntualizza Landri – per chiederci se ci fossero nelle nostre strutture giovani migranti disponibili ad espletare attività di collaborazione volontaria presso il Palazzo di giustizia, ma noi non gestiamo centri di accoglienza”. Di qui la decisione di rivolgersi all’associazione onlus “La mano di Francesco”, che gestisce diverse strutture sul territorio “e con la quale avevamo collaborato in passato”, aggiunge il direttore della Caritas.

Sei, come detto, i giovani migranti selezionati sulla base dei requisiti indicati. “Ovviamente, dovendo essere inseriti nel contesto della Procura, i candidati dovevano essere in regola con i documenti, possedere una discreta conoscenza dell’italiano e avere attitudine, oltre che disponibilità e motivazione, a vivere in un ambiente dove è richiesta prima di tutto riservatezza”, prosegue Landri.

Presentati i nomi, la Procura ha fatto i dovuti controlli e tra una settimana si comincia. “Si apre una strada nuova, molto significativa – fa notare il direttore della Caritas – In genere i Tribunali hanno relazioni con i migranti per questioni giudiziarie e invece con questa iniziativa, grazie alla sensibilità della nostra Procura, si dà avvio a un percorso interculturale che, è questo l’auspicio, in futuro possano seguire anche altri tra i giovani migranti che arrivano da noi e fanno parte del nostro Paese”.

I primi sei sono pronti. Chi sta loro accanto li racconta “contentissimi per questa opportunità”. “I ragazzi hanno accolto la proposta con lo spirito di chi è intenzionato a integrarsi sempre di più”, dice Rosalba Di Piazza, psicologa e responsabile della struttura gestita dalla onlus “La mano di Francesco” nella quale sono ospitati. E magari questa esperienza farà da preludio a un inserimento lavorativo. “Chissà che facendosi conoscere ed evidenziando le loro attitudini e competenze non riescano a inserirsi come possibili collaboratori, interpreti”, dice Landri. Si vedrà. Ora tutte le attese sono concentrate su martedì della prossima settimana, quando Patronaggio firmerà il protocollo.

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